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Dall’incontro di due uomini e di due storie è nato un volume fotografico che da’ rilievo agli aspetti più suggestivi della coltura/cultura del riso nel vercellese, all'inizio del Novecento capitale mondiale del riso. Gli uomini sono Piero Rondolino, risicultore ed “autore” del riso Acquerello e Gianni Berengo Gardin, maestro insuperabile della fotografia italiana. Teatro dell'incontro la Colombara, tenuta di proprietà della famiglia Rondolino, a Livorno Ferraris, uno degli ambienti storici più rappresentativi del mondo risicolo, dove la conservazione dei valori e della cultura del passato si coniuga con i più moderni metodi di produzione aziendale per far nascere un'eccellenza italiana di valore internazionale: il riso Acquerello.

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Dall'incontro tra Rondolino e Berengo Gardin è nato “Il Racconto del Riso”, un volume di fotografie in bianco e nero realizzate dal maestro nel biennio 2010/2011, vivendo nelle diversa stagioni, la risaia, la sua gente e la Tenuta Colombara, che racchiude le memorie ed i ricordi di chi negli anni ha dedicato la propria vita alla coltivazione del riso, offrendosi come un vero ecomuseo della cultura popolare.

“Gianni Berengo Gardin, - ha scritto Calo Petrini nella sua prefazione - fotografo che più di ogni altro ha saputo interpretare visivamente le trasformazioni del Novecento italiano, ci narra con un esercizio fotografico sorprendente, questo silenzio assordante che caratterizza le terre che in primavera si fanno acqua per generare uno degli alimenti più importanti per la vita dell’uomo: il riso”.

Cento delle fotografie di Berengo Gardin che compongono il volume, sono state raccolte in un luogo espositivo unico, l'antica stalla delle duecento mucche della Colombara che grazie ad un efficace e rispettoso allestimento è diventata scrigno di ricordi fatti di gente, lavoro e sacrificio. Le foto si mostrano come istantanee volte a tratteggiare lo spazio ed il tempo di un mondo contadino che sembra riaffiorare dalla memoria e dai ricordi ed il volume diventa una rinnovata occasione per esplorare i paesaggi del reale che si riflettono inevitabilmente nella natura e nelle pieghe dell’animo umano.

In occasione dell'inaugurazione della mostra fotografica, tanti gli amici dei Rondolino che da tutto il mondo hanno raggiunto la Colombara: Carlin Petrini, Presidente di Slow Food Internazionale, Marco Vallora, critico d’arte de La Stampa e Gianni Rondolino storico del cinema, autori dei testi introduttivi de “Il Racconto del Riso”, Padre Enzo Bianchi, Priore della comunità monastica di Bose, - mirabile il duetto con Petrini sul rapporto tra la preghiera ed i tempi di cottura delle uova -  Davide Paolini, Davide Oldani, chef del “D'O” di Cornaredo, Paolo Massobrio, Allan Bay, Oscar Farinetti, l’uomo di Eataly, gli importatori di riso Acquerello che hanno raggiunto la Colombara dalla Spagna, dalla Cina, dalla Russia, dal Giappone.

Davide Oldani, il cuoco Pop, ha sostenuto in maniera straordinaria una sorta di disfida con le Mondine della Colombara, combattuta sul piatto simbolo di questa terra: la Panissa. Un momento che ha coinvolto tutti gli invitati, coinvolti nel rincorrere la memoria del gusto con il piatto delle Mondine ed nel cercare il senso dell’innovazione nella creatività di Oldani.

Se la storia ha fatto da cornice a questo evento, l’attualità ha continuato a svolgere il suo corso in un’azienda sempre in piena attività: nella risaia, con i trattori a solcare gli specchi d’acqua per la semina; in riseria, per la trasformazione in riso bianco, con il Carnaroli, invecchiato per anni, che percorre con meticolosa attenzione i tanti passaggi che culminano con il reintegro del riso con la Gemma, procedimento unico al mondo, brevettato dai Rondolino, che costituisce l'ultimo atto grazie al quale un riso diventa Acquerello.